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Non è un passo indietro: perché la guarigione assomiglia alle scale di Hogwarts

  • adriananeripsicolo
  • 25 mag
  • Tempo di lettura: 3 min

Chi intraprende un percorso di consapevolezza o di psicoterapia spera spesso, segretamente, che la strada sia una linea retta: un cammino costante verso l'alto, dove ogni giorno si impara qualcosa di nuovo e si lascia alle spalle un pezzetto di sofferenza.

Poi, accade l'imprevisto. Un messaggio che tarda ad arrivare, una critica inaspettata al lavoro, una distanza improvvisa nella coppia. In un istante, ti senti risucchiato. Quel senso di controllo che avevi faticosamente costruito sembra evaporare.

Ti dici: "Ecco, ho fallito. Sono tornato al punto di partenza".

Ma se ti dicessi che non sei tornato indietro? Che, anzi, sei esattamente dove devi essere?


Il corpo non dimentica (nemmeno quando la mente ha capito)

La guarigione non è un processo puramente razionale. Puoi capire perfettamente, a livello logico, di non dover più rincorrere chi ti ferisce o di non dover compiacere chiunque pur di sentirti accettato. Hai le parole, hai la consapevolezza, hai letto libri e compreso i meccanismi.

Tuttavia, il tuo corpo possiede una memoria diversa.

Secondo le neuroscienze, il nostro sistema nervoso reagisce alle cosiddette "previsioni antiche": automatismi profondi che un tempo sono stati la tua unica ancora di salvezza. Quando incontri uno stimolo che ricorda, anche vagamente, una ferita del passato, il tuo sistema nervoso si attiva istantaneamente per proteggerti. È un riflesso arcaico. In quei momenti, non sei tu a scegliere: è il tuo "pilota automatico" che si accende per difenderti da un pericolo che il tuo corpo percepisce come attuale, anche se appartiene al passato.


Come si manifesta questa "attivazione"?

  • Ipercontrollo: La necessità di prevedere ogni variabile per sentirsi al sicuro.

  • Bisogno di spiegazioni: La ricerca ossessiva di un chiarimento che plachi l'ansia.

  • Chiusura o gelo emotivo: La risposta di "freezing" (congelamento) quando la sofferenza è troppa.

  • Pensieri ossessivi: Quella radio interna che non si spegne e che ti tiene sveglio la notte.


Quando il "peggioramento" è un segno di profondità

Dall'esterno, o guardandoti allo specchio, ti viene da pensare: "Stavo meglio, ora sono peggiorata". In realtà, spesso accade l'esatto opposto: stai incontrando uno strato più profondo del tuo adattamento.

Proprio come le scale di Hogwarts, che cambiano direzione e conducono a stanze diverse, anche il nostro percorso interiore è dinamico. Non è una salita lineare. A volte, per avanzare verso una nuova consapevolezza, dobbiamo tornare a toccare punti dolenti che credevamo archiviati.

Quelle "ricadute" non sono fallimenti; sono segnali del sistema che ti sta dicendo: "Guarda qui, c'è ancora un pezzetto di te, una parte bambina, che ha bisogno di essere vista, ascoltata e rassicurata". Stai scendendo più in profondità per integrare parti di te che finora erano rimaste nell'ombra.


Un invito alla gentilezza: l'arte dell'integrazione

Se oggi ti senti in un momento di "stallo" o di ricaduta, prova a guardare a questa fatica con occhio diverso: non ti stai rompendo, ti stai integrando.

La guarigione, nel suo senso etimologico, significa "rendere integro". Significa accogliere anche le parti che non ci piacciono, quelle che "sbagliano" ancora, quelle che reagiscono in modo vecchio. La meta è importante, certo, ma è proprio in queste "note dolenti" che si nasconde il lavoro più prezioso. È qui che la comprensione diventa reale, trasformando la vecchia strategia di sopravvivenza in una scelta consapevole di vita.

Non c'è fretta. Ogni scalino, anche quello che sembra portarti fuori strada, fa parte del tuo castello.


Hai bisogno di ascoltare quella nota dolente?

A volte, da soli, è difficile leggere i segnali che il nostro sistema ci invia. Il rischio è di sentirsi soli nella propria fatica e di giudicarsi con troppa severità.

Se senti che questo è il momento giusto per approfondire, per dare un nome a quella vecchia strategia e iniziare a sciogliere il nodo, il mio spazio a Udine (o online) è pronto ad accoglierti. Non devi affrontare il labirinto delle scale da sola.


Se desideri un accompagnamento per leggere i messaggi del tuo corpo e trasformare le tue "note dolenti" in punti di forza:

https://wa.me/393936172093 o adriana.neri.psicologa@gmail.com Richiedi un appuntamento per un colloquio conoscitivo


Dott.ssa Adriana Neri

Psicologa a Cervignano del Friuli e online

Percorsi di crescita e consapevolezza

 
 
 

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